ISRAELE E L’ENIGMA DEL FUTURO. LA DIFFICILE ACCETTAZIONE DI UNA VULNERABILITÀ PERMANENTE E DI UNA CONTINUA DELEGITTIMAZIONE Dopo quasi tre anni di guerra qual è, in definitiva, il quadro che emerge per Israele e gli ebrei di tutto il mondo? La verità, ostica e difficilmente accettabile o comunicabile, è che una guerra vinta a metà può essere interpretata anche come una guerra persa a metà. Il confine è così labile che dipende solo dai punti di vista e dalla narrazione che se ne vuole fare. È vero, Israele ha ottenuto importanti successi tattici, ma fatica a trasformarli in una vittoria strategica di medio o lungo periodo. La guerra ha indebolito alcuni avversari, ma ha anche rivelato i limiti della forza militare come unico strumento di stabilizzazione regionale. Riguardo all’Iran, uccidere un vecchio prossimo alla morte ha provocato la sua sostituzione con un leader più giovane e rancoroso. Mojtaba Khamenei ha 56 anni; ciò significa che, nonostante sia stato ferito, potrebbe gove...